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4.4 Regione Sicilia
Monti Sicani

1. L’espace MéRITE local

Brève description du territoire et mise en évidence des particularités.



Cluster MéRITE: Monti sicani

1.1 Le territoire rural concerné, les infrastructures de communication, les constructions et l’utilisation du sol.

Il territorio interessato dal progetto « Monti Sicani » é situato nell'area centro-meridionale della Sicilia e si sviluppa tra le province di Palermo (prevalentemente comuni di Alia, Bisacquino, Campofiorito, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Lercara Friddi, Palazzo Adriano, Prizzi, Roccapalumba e Vicari) e di Agrigento (prevalentemente comuni di Bivona, Burgio, Cammarata, Lucca Sicula, San Givanni Gemini, Santo Stefano di Quisquina, Villafranca Sicula). Il paesaggio é caratterizzato prevelentemente da aree collinari (330-400 metri) e montane (100-1600 metri) fra le quali svettano M. Cammarata (m. 1578) e M. Scuro (m. 1301).

I Comuni del comprensorio sono collegati tra loro e con i capoluoghi di provincia (Agrigento e Palermo) da strade di rilievo nazionale (S. S. 118, scorrimento veloce Palermo-Agrigento, ecc. ) che assicurano un buon collegamento fra i centri abitati e, solo in casi sporadici, si possono avere difficoltà in occasione di piogge di notevole intensità che causano fenomeni erosivi con impantanamento ed ostacolo alla normale viabilità. Discorso diverso è quel riguardante le strade interpoderali e di penetrazione agricola che, anche se presenti, sono ordinariamente in cattive condizioni.
La rete ferroviaria è per gran parte del comprensorio assente e i trasporti pubblici, per il collegamento tra i vari comuni ed i grossi centri urbani, sono garantiti da autolinee private.
Nel comprensorio vi é una notevole ruralità della popolazione agricola che però, in pochi casi, risiede in campagna in case isolate durante tutto il periodo dell'anno (Cammarata, S. Giovanni Gemini). La costruzione tipica del paesaggio rurale é il « baglio », sorta di cortile racchiuso da caseggiati con funzione abitativa e produttiva. Diffusa é pure la presenza diborghi rurali (Borgo Callea; Borgo Filaga, Borgo Riena, Borgo Portella della Croce, Marcatobianco, ecc.) dove si concentra parte della popolazione dei territori limitrofi; in alcuni di tali borghi si ritrovano ancora oggi alcuni servizi essenziali: scuola elementare, posto telefonico pubblico, uffici postali, ecc. e vi si svolgono tradizionali feste patronali che richiamano non solo le persone dei comuni in cui ricadono ma anche diversi visitatori provenienti dai comuni limitrofi.
L'utilizzazione del suolo indica che il territorio in esame rappresenta un'area tipica dell'entroterra siciliano: il seminativo (compresi prati permanenti e pascoli) occupa circa il 75% della superficie complessiva, i boschi e le aree naturali il 20%, le colture arboree intorno al 5%. Fra i seminativi prevale la coltura del grano duro, seguita da orzo e avena; le colture arboree prevalenti sono l'olivo, il pesco, il ficodindia, il ciliegio, mentre il vigneto assume valenza limitata in quanto prevalentemente destinato alla produzione di vino per il consumo familiare; il settore zootecnico vede la prevalenza dell'allevamento ovino seguito da quello bovino.


Un tratto del fiume Sosio


Lapastorizia nel Comprensorio dei Sicani


Paesaggio su case Case Colobria


foto 7:Castello della Margana


Un esempio di Pagliaio

1.2 Morphologie géographique,nature et patrimoine bâti.

Il paesaggio agricolo tradizionale e l'ambiente naturale poco compromesso, unitamentealla presenza di diverse riserve naturali istituite dalla Regione Siciliana, fanno del territorio dei Monti Sicani un territorio con ampie aree di interesse naturalistico e ad elevata biodiversità: si pensi che l'Istituto di Botanica dell'Università di Palermo ha rilevato 783 specie vegetali diverse nel territorio che rappresentano il 30%, il 53% ed il 63% di specie, generi e famiglie che costituiscono l'intera flora dell'isola! Nonostante le manomissioni ambientali – perpetrate con disinvoltura dall'uomo e rappresentate dalla realizzazione di strade superflue (spesso causa di fenomeni erosivi e franosi), proliferazione di seconde e terze case, cementificazione di argini e fiumi, aperture di cave, posizionamento scorretto di tralicci elettrici ai fini dell'integrità paesaggistica ed altro – i Sicani rappresentano una delle aree siciliane di maggiore interesse ambientale. Il disboscamento effettuato nei secolo scorsi ha consentito la sopravvivenza soltanto ad alcuni lembi delle fitte foreste un tempo presenti: lungo la valle del Sosio e nei territori di Prizzi, Cammarata, Castronovo, Palazzo Adriano, Chiusa Sclafani, S. Stefano di Quisquina, Burgio, Giuliana si possono ancora osservare formazioni boschive naturali molto interessanti; in diverse aree, inoltre, non sono mancati interventi di rimboschimento con conifere. Molte di queste zone sono state vincolate e sottoposte alla vigilanza dell'Azienda Foreste ed in quelle più interessanti dal punto di vista ambientale sono state istituite le seguenti Riserve Naturali: Monte Cammarata (estesa ha 2.049), M. Genuardo e S. Maria del Bosco (ha 7.397), M. Carcaci (ha 1.437) e Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio (ha 5.862); le Riserve (caratterizzate dalla presenza di acque termali) Montagnola e Acqua Fitusa di S. Giovanni Gemini (ha 231) e Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella (ha 137), Grotta di Entella, sono gestite dagli Enti Provincia di Palermo e di Agrigento. A livello botanico tra le specie arboree sono diffusi il Pioppo, l'Olmo, l'Acero, il Leccio, la Quercia, il Frassino, il Salice e molte altre.La ricchezza vegetale permette la presenza faunistica di alcune specie selvatiche con popolazioni, tuttavia, dai contingenti ridotti o molto ridotti: tra i mammiferi sono presenti la Volpe, la Donnola, l'Istrice, il Coniglio, la Lepre, la Martora ed il Cinghiale; l'avifauna annoverava la presenza – anche se rara - dell'Aquila reale, dell’Aquila del Bonelli , del Nibbio bruno e del Capovaccaio; più diffusi sono la Poiana ed ilGheppio; tra i rapaci notturni i più comuni sono la Civetta ed il Barbagianni. Diffusi sono anche vari corvidi (Cornacchia, Gazza, Taccola), il Colombo Selvatico, la Cappellaccia, il Merlo e lo Storno nero; più raro il picchio rosso. Tra i migratori primaverili prevalgono la Tortora, la Quaglia, l'Upupa e vari irundinidi e durante la stagione autunno-vernina possono trovare ricetto varie specie di turdidi nonché il Colombaccio, la Beccaccia e vari piccoli silvani (Pettirosso, Fringuello etc); anatidi, rallidi e trampolieri sono presenti in modo variabile in relazione all'andamento climatico, nelle residue zone umide (fiumi e laghetti collinari).
Il territorio dei Sicani custodisce ancora risorse naturali e paesaggistiche che adeguatamente conservate e valorizzate possono contribuire allo sviluppo integrato del territorio, nell'ottica delle più recenti normative ed indirizzi di programmazione socio-economica per le aree interne e marginali. Attività di agricoltura a basso impatto ambientale, di agriturismo, di gestione faunistica del territorio, di corretta forestazione, per citarne alcune, possono fare sistema e favorire l'autovalorizzazione delle risorse esistenti: infatti nei Monti Sicani, oltre alle comuni attività agricole (principalmente rivolte ai comparti cerealicoli- foraggero, olivicolo e frutticolo), viene diffusamente praticata un'attività zootecnica che, conservando tradizioni e valori storici e culturali, contribuisce ad assicurare il contesto naturale, ambientale ed economico del comprensorio.
L’area geografica in esame, abbondante di acque, fertile e ricca di boschi, è stata certamente abitata nei diversi periodi storici. I ritrovamenti archeologici evidenziano la presenza di popolazioni autoctone sicane e sicule, respinte sempre più verso l’interno dalla progressiva ellenizzazione dell’isola. Le tracce più consistenti di antropizazione del territorio risalgono, tuttavia, al periodo dell’occupazione musulmana. La ristrutturazione del territorio in seguito all’affermarsi del sistema feudale ha, successivamente, provocato profonde trasformazioni e lo spopolamento delle campagne. A partire dal secolo XV il fenomeno delle nuove fondazioni, legato allo sviluppo dell’economia agricola, ha modificato l’aspetto del paesaggio urbano e rurale contribuendo a definire l’attuale struttura insediativa costituita dai borghi rurali isolati, allineati sulla direttrice che mette in comunicazione l’alta valle del fiume Belice con l’alta valle del fiume Sosio.
Nel paesaggio rurale siciliano le pietre hanno raccontato la storia di masserie, bagli, mura a secco ecc.; Una delle testimonianze più interessanti è rappresentata dal pagliaio (“pagghiaru”), espressione significativa del rapporto uomo-ambiente,segno più evidente dell'allevamento nomade. Esso rappresenta un fenomeno di permanenza culturale forse unico ed una tecnica edilizia comparsa in epoche antichissime che si è tramandata da padre in figlio sino a pochi lustri or sono. Il pagliaio è una capanna in muratura primitiva, a secco, con intelaiatura di pali di legno che vanno obliquamente a congiungersi in forma conica in alto, con copertura in strati di paglia (donde il nome “pagliaio”) o di altri materiali vegetali. Il pagliaio può definirsi il tipo arcaico della casa contadina, che il mondo rurale ha prodotto per risolvere le esigenze del proprio ricovero (al suo interno vi erano spazi per cucinare, riposare, per il ricovero di alcuni animali, etc.), frutti di un'intuizione statica e di una tecnica costruttiva talmente corrette da sbalordire ancora oggi.Il Baglio, costituisce il fenomeno insediativo e architettonico extra-urbano più rilevante di questi territori, sia per la rilevanza architettonica – monumentale da questi rivestita, sia per la capacità di connotazione del paesaggio. I Bagli sono aggregati rurali elementari, di solito a grande distanza dai centri abitati, nelle aree ad economia estensiva cerealicola e zootecnica, occupati temporaneamente da una popolazione fluttuante che oscilla da pochi uomini addetti alla vigilanza durante la stagione invernale fino ad un centinaio di unità nel periodo dei raccolti. In genere, sono grandi casamenti di vecchi feudi risalenti, talvolta, ancora al Seicento o al Settecento, o complessi edilizi successivi all’abolizione dei diritti feudali, dell’Ottocento o dell’inizio di questo secolo, talvolta anche di modeste dimensioni. Sorgono spesso in posizione dominante, da cui è facile controllare tutta l’azienda ed hanno un aspetto esteriore di luoghi fortificati, con alte mura e con poche e piccole finestre esterne tutte munite d’inferriate e molto elevate.Nei Monti Sicani, come nel resto della Sicilia Occidentale, elemento sempre presente del Baglio è la corte interna. In taluni casi, i Bagli presentano una struttura architettonica grande e rappresentativa ove l’imponenza delle strutture edili è accentuata dalla presenza di corpi destinati alla difesa (torri, guardiole…) e dalle sopraelevazioni che fronteggiano l’ampio portone d’ingresso in cui è ubicata la sezione padronale e direzionale del fabbricato, evidenziata da forme di una certa ricercatezza stilistica. Secondo la caratterizzazione produttiva del territorio di riferimento, il baglio comprende anche locali e attrezzature speciali: depositi interrati per i cereali, tappeti e frantoi per le olive, stenditoi per le mandorle, cantine e palmenti.

1.3 Description sociale et économique du cluster rural MéRITE, population, principaux activités économiques, situation et tendances de l’agriculture de l’artisanat, de la culture et du tourisme.

Dai dati derivanti dal Censimento ISTAT 2000 sulla struttura e le tendenze dell'agricoltura in Sicilia risultano 365.346 aziende agricole, zootecniche e forestali con una Superficie Agricola Utilizzata (S.A.U.) di 1,282 milioni di ettari. Il confronto con il Censimento del 1990 mette in risalto la riduzione del 10% del numero di aziende e la riduzione del 20% della superficie totale. Per tale effetto si registra una riduzione della dimensione media aziendale da 4,73 a 4,12 ettari di superficie totale. Tale dato è in controtendenza rispetto al resto dell'Italia dove, al contrario, accade un aumento delle dimensioni medie aziendali (7,56 ettari per azienda), dovuto alla contrazione più accentuata del numero delle imprese agricole rispetto a quella delle superfici aziendali. Tale andamento regionale riflette bene la situazione presente nelle due province interessate dal progetto MéRITE (Palermo e Agrigento) ed in particolare nell'area dei Monti Sicani, dove le problematiche sopra evidenziate hanno connotazioni più accentuate. Così nella provincia di Palermo il numero di aziende complessive risulta 55.600 con una SAU media di 4,3 ettari mentre nella provincia di Agrigento si ha un numero complessivo di aziende agricole pari a 53.760, a fronte di una dimensione media aziendale di SAU pari a 3,0 ettari.
Dai dati riportati nelle tabelle successive e scorporati per Comune del cluster MéRITE, si possono evidenziare alcuni aspetti che portano a considerare il territorio dei Monti Sicani come un territorio a forte vocazione agricola (raffronto aziende agricole/totale imprese operanti) e con una densità abitativa media, caratteristica dei centri rurali regionale, che si pone in linea con i valori riscontrati ordinariamente in altri analoghi contesti europei mediterranei.
Anche i prodotti artigianali esprimono (oltre ai riflessi socio-economici ad essi collegati) i caratteri distintivi (storici, artistici, culturali etc.) della popolazione dell'area in esame. La presenza di imprese appartenenti a questo tradizionale settore soffre, tuttavia, della contrazione di un mercato che subisce la concorrenza dei prodotti industriali. Manca, inoltre, una formazione professionale mirata, così come l'accesso al credito agevolato è difficoltoso e insufficiente: entrambi sono gli elementi condizionanti lo sviluppo del settore. Importante é stato nel passato, e molto interessante risulta oggi, l'artigianato della ceramica, presente nel territorio di Burgio. L'arte « povera » é ricordata dai vari storici ed in varie epoche e, oggi, rappresenta uno stile ben definito. Di gran pregio sono le ceramiche maiolicate e i complimenti edilizi ceramici artigianali (coppi, canali di gronda) provenienti da antiche botteghe. La presenza di ottime ceramiche viene registrata anche a Bisacquino. Di gran tradizione é la lavorazione delle campane: da secoli a Burgio si trova una delle più antiche fonderie di campane in bronzo. Interessanti e degni di attenzione risultano essere in tutto il territorio i ricami, i merletti, i lavori all'uncinetto ed al tombolo che le donne di questi paesi sanno realizzare. Disegni particolari, colori sobri e allo stesso tempo intensi e vivaci; eleganza, delicatezza, stile e bellezza fanno di questi manufatti autentiche opere d'arte che le donne mostrano a tutti con orgoglio. Nel resto del comprensorio le principali attività artigianali interessano professioni tradizionali come quelle del falegname, del fabbro e dello scalpellino: chi, a tal proposito, immerso nella tranquillità e nel silenzio dei paesi, vuole tessere l'infinita tela di vicoli e strade che si intersecano l'una con l'altra, ha la sicura sorpresa di trovare delle singolari opere: palazzi austeri, portoni, finestre con intarsi e cornici, ringhiere in ferro battuto nei balconi, etc. Le stesse pietre dei palazzi, tutte squadrate, mostrano ancora nelle loro facce l'abilità della mano sicura degli scalpellini che le hanno modellate, allestendo opere d'arte a cielo aperto che ancora oggi possono facilmente ammirarsi. Soluzioni tecniche e materiali più pratici hanno sostituito l'ingegnosità di questo artigianato che progressivamente va scomparendo; il medesimo declino hanno subito il mestiere del calzolaio e le attività di ricamo e tessitura.
Il popolo sicano é stato sempre legato a tradizioni e miti che hanno trovato posto nelle abitudini delle proprie genti le quali, con coraggio e onestà culturale, le hanno tramandate alle proprie discendenze. I riti pasquali hanno un primato di tutto rispetto all'interno delle tradizioni religiose: tra tutti basta ricordare « gli archi » di S. Biagio Platani, dove le due confraternite dei Signurana e dei Madunnara sono da sempre in competizione; il « ballo dei diavoli » di Prizzi che simboleggia la lotta tra la vita e la morte. Anche la festività di S. Giuseppe (chiamato affettuosamente S. Giuseppuzzu) é una ricorrenza molto sentita dalle genti di questo territorio: questa ricorrenza é festeggiata con un particolare pranzo cerimoniale (u cunvitu). Il convito, generalmente derivante da un « voto » al Santo, é organizzato come una rappresentazione in cui gli ospiti rivestono i ruoli legati alla tradizione religiosa (il bambino Gesù, la Madonna, S. Giuseppe, gli apostoli, ecc. ...). A tale intimo rapporto é legato l'allestimento dell'altare da parte dei devoti (in genere nella stanza più grande della casa) ; il quadro di S. Giuseppe viene fissato al muro o sospeso, mentre sui tavoli (tavulate), ricoperti da pregiate tovaglie ricamate, vengono posti pani votivi, legati tutti ad una simbologia mista di religiosità e paganesimo: il bastone (u vastuni) rappresenta il prestigio ed il potere, la barba (a varva) la saggezza ed il rispetto del vecchio S. Giuseppe; il pesce (u pisci) simbolo antico della cristianità; il gallo (u gaddu) simbolo della virilità maschile, il buccellato (u cucciddatu) con il buco al centro simbolo della donna e della sua fecondità; la chiave (a chiavi) per aprire tutte le porte, compresa quella del Paradiso; il piatto (u piattu) di S. Lucia per prevenire malattie agli occhi; la pollastra (a puddastra) per favorire il fidanzamento della figlia; il cavalluccio (u cavadduzzu) come raccomandazione al Santo perché eviti le sofferenze al mulo o all'asina, vera ricchezza familiare. Alla fine delle celebrazioni del rito si é soliti servire alcuni piatti, appartenenti alla gastronomia locale, come pasta asciutta con la mollica abbrustolita o pasta con lenticchie, fritture di vario genere, dolci, « sfinci » e « pignulati ».


Il centro abitato di Prizzi


Santuario di S.Maria del Bosco


La viabilità

2. Bonnes réalisations existantes
Présentation de la connaissance et des expériences déjà vécues dans le territoire concerné, même en dehors du cluster MéRITE.

Commentaire des cas locaux de développement rural innovant (pluri activité, complémentarité à la production agricole, hausse de revenu des entrepreneurs, autres) (max 2 pages de texte).

L'amministrazione comunale di Castronovo di Sicilia, consapevole del rischio della scomparsa della memoria storica dei luoghi d'origine e di quei valori del mondo rurale intimamente legati alle nostre radici umane e culturali, ha lanciato un'iniziativavolta a costruire rapporti positivi tra agricoltori e giovani consumatori, attraverso la « Scuola in fattoria ». Il progetto consiste nel creare una rete di imprese agro-zootecniche opportunamente attrezzate per accogliere alcune scolaresche del palermitano e dell'agrigentino. L'esperienza é proiettata a mettere in condizioni i giovani consumatori di sperimentare che cos'é un alimento tipico, come si ottiene ed, inoltre, le diverse tecniche produttive legate alla cultura e alla storia del territorio castronovese. « Scuola in fattoria » si costituisce di una serie di visite strutturate secondo un itinerario che, compatibile con le esigenze di natura pedagogica espresse dal corpo insegnanti e che costituiscono la finalità primaria del progetto, consente alle scolaresche momenti di approfondimento sia in termini didattici che di conoscenza del territorio (prodotti tipici, emergenze storiche, artistiche ed ambientali, ecc.). Le aziende agricole che fanno parte del progetto sono state scelte secondo particolari caratteristiche: facilmente raggiungibili con pullman, in grado di ospitare attività formativa sui temi dell'agricoltura (storia, tradizioni, tecniche) e disponibilità dell'azienda a svolgere tale tipo di iniziativa. Una società specializzata nel settore turistico cura gli aspetti logistici ed organizzativi dell'iniziativa. L'iniziativa ha creato un effetto traino che coinvolge anche i genitori dei ragazzi interessati: infatti le famiglie, incuriosite dai racconti dei propri figli, timidamente, specie di domenica, incominciano a visitare il territorio castronovese con risultati inaspettati.
Fra gli esempi innovativi di valorizzazione del territorio quello di più recente realizzazione élegato alla presenza nel territorio di Lercara Friddi di acque minerali, con la conseguente nascita di una società che produce ed imbottiglia acqua con il marchio « L'acqua dei Monti Sicani ».
L'agriturismo é una realtà, che pur presente nel territorio con alcuni esempi di rilevo, sconta una limitatezza di strutture operanti a causa diun'inadeguata sensibilizzazione degli operatori su questa possibile forma di reddito complementare all'attività agricola.
Nel territorio scelto é nato negli ultimi anni, ad opera degli operatori pubblici e privati, il « Consorzio dei Monti Sicani » con lo scopo di valorizzare , promuovere e tutelare le diverse produzioni agro-alimentari, comprendenti i formaggi, la carne, l'ortofrutta, l'olio, il pane, la pasta, i dolci, il vino. Le attività progettuali vengono attuate tramite il coinvolgimento di tutti gli attori dello sviluppo presenti nel territorio (amministrazioni locali, sezioni di assistenza tecnica regionale, organizzazioni professionali di categoria, distaccamenti forestali, banca di credito cooperativo, Pro-Loco). Il Consorzio intende promuovere la diffusione di sistemi e dispositivi di produzione a basso impatto ambientale, anche al fine di aumentare le superfici e gli allevamenti gestiti con il metodo dell'agricoltura biologica; intende promuovere altresì l'informazione e la tutela del consumatore attraverso il controllo e la certificazione dei sistemi di qualità delle filiere agro-alimentari, a cominciare dall'applicazione del principio della tracciabilità. A titolo di esempio delle attività portate avanti dal Consorzio é da ricordare il « Progetto carni »: il progetto intende amalgamare la produzione con la distribuzione al dettaglio, attraverso azioni promozionali rivolte ai consumatori e finalizzate a stimolare l'attenzione verso le carni prodotte localmente, le cui caratteristiche qualitative differiscono da quelle delle carni importate ed ottenute con metodi di allevamento industriali. Le macellerie che hanno aderito all'iniziativa, si sono impegnate a macellare animali provenienti principalmente dal territorio dei Monti Sicani o in ogni caso nati in Sicilia. Attraverso la compilazione di apposite schede si forniscono ai consumatori, informazioni e notizie sull'animale, l'alimentazione e l'allevamento di provenienza. Azioni concertate fra il Consorzio e le amministrazioni locali, tenderanno a promuovere l'iniziativa anche in ambito extra comprensoriale con particolare riferimento ai potenziali bacini di consumo rappresentati dalle vicine città di Palermo ed Agrigento.
A corollario e sostegno di quanto sopra non va sottaciuto l'importante compito svolto dalle Sezioni Operative di Assistenza Tecnica dell'Assessorato regionale Agricoltura e Foreste che operano con costanza e professionalità nel territorio al fine di informare, assistere e promuovere l'innovazione presso tutti gli operatori del mondo rurale.

2.2 Documentation sur les transformations avenues du territoire et des bâtiments concernés.

Il territorio interessato dal progetto, proprio per le sue connotazioni geografiche e socio-culturali che sono caratteristiche di un'area interna poco legata alle evoluzioni del contesto generale della regione, non ha subito nei decenni scorsi rilevanti trasformazioni se non quelle connesse allo stato di progressivo abbandono delle attività agricolo-pastorali; parimenti, le antiche costruzioni a valenza abitativa hanno subito questo stato di cose. Solo in qualche caso, ed in tempi recenti, ad opera di operatori privati, in accordo con amministrazioni motivate ed innovatrici, si é avuta contezza dell'importanza del recupero di tradizioni e manufatti storici, così che oggi si possono ritrovare sparsi sul territorio esempi di ristrutturazione e valorizzazione di opere che sembravano destinate ad assurgere al ruolo di « rovine ». Tra gli interventi eseguiti degni di nota si ricordano: il Mulino Fiaccati, in territorio di Roccapalumba, ristrutturato e valorizzato attraverso un apposito progetto transnazionale finanziato dalla Commissione Europea, una miniera di zolfo con discenderie rese in parte visitabili (unico esempio al mondo) nel comprensorio di Casteltermini, il recupero ad Alia di un'antica fattoria per farne un rinomato centro agrituristico, ecc..

3. Besoins

Exposition des problèmes ciblés à attaquer.


Case Colobria,particolare portale d’ingresso


Viste Case Colobria dalla corte interna

3.1 Faiblesses structurelles et opérationnelles à attaquer et surmonter pour mettre en place les démonstrations MéRITE.

I nodi allo sviluppo del territorio, se pur si identificano con quelli propri del contesto rurale regionale in genere, nel contesto del territorio del progetto manifestano caratteristiche di maggior intensità e si sostanziano in:
inadeguatezza della viabilità e delle infrastrutture in genere – sotto questo aspetto le imprese agricole operanti nel territorio accusano maggiori oneri, soprattutto in relazione alla viabilità che collega le aziende agricole ai principali assi di trasporto, causando – unitamente alla carenza di altre infrastrutture quali energia elettrica e approvvigionamento di acqua potabile - sia l'appesantimento dei costi di produzione che una tendenza diffusa a non abitare più le vecchie residenza rurali e a spostare il domicilio presso i centri abitati più vicini;
carenza di un tessuto associativistico adeguato – le tradizioni storico-culturali proprie della popolazione isolana hanno visto da sempre la stessa rivestire un ruolo di sudditanza nei confronti di governanti che hanno depauperato il territorio e creato divisioni nelle stesse popolazioni; tali fatti storici hanno portato gli attualiimprenditori, specie quelli operanti in contesti produttivi più tradizionali, a fare riferimento solo sulle proprie forze nella soluzione dei vari aspetti della vita, sia privata che imprenditoriale. Ciò comporta che a tutt'oggi permane questa diffidenza nei confronti dell'associazionismo che non permette spesso l'ottenimento di una politicadi condivisione di strategie produttive capaci di far più facilmente fronte alle incertezze dei mercati;

mancanza di strutture specifiche di trasformazione/ commercializzazione per la valorizzazione della filiera dei prodotti di qualità e biologici – tale mancanza comporta che al momento i prodotti riconosciuti come biologici/di qualità non raggiungano il mercato con la dovuta visibilità e, pertanto, non riescono a spuntare prezzi superiori a quelli del mercato tradizionale; discorso analogo vale per i consumatori che non possono avere contezza della reale qualità delle merci acquistate;

carente formazione professionale degli operatori – non é adeguatamente considerata come componente essenziale e costante durante tutta l'attività imprenditoriale quella della formazione e dell'aggiornamento professionale;

assenza di una visione condivisa di promozione del territorio (turistico, produttivo e storico-culturale) – sebbene operi da qualche anno il Consorzio Monti Sicani è ancora insufficiente la compartecipazione di tutte le componenti pubblico-private nelle strategie di promozione del territorio.

3.2 Objectifs à joindre avec les actions démonstratives locales.

Con il progetto, ed in particolare con le azioni dimostrative, si tenderà a rimuovere – lì dove possibile in riferimento all'ordine temporale ed alla sfera economica prevista dallo stesso progetto - i vincoli allo sviluppo che si sono illustrati al punto precedente. In particolare, si mirerà attraverso le azioni dimostrative a rilanciare nel territorio una cultura associativa che passi attraverso lamessa in sistema, la valorizzazione e la promozione dei prodotti e delle risorse naturalistiche e culturali . Verranno, in tale ottica, progettati interventi di recupero delle antiche masserie presenti sul territorio destinandole alla promozione dei succitati aspetti; tali “punti di forza” -che saranno strutturati in un preciso itinerario turistico/promozionale unitamente a tutte quelle specificità del territorio che meritano l’attenzione – innescheranno un processo di sviluppo che a catena coinvolgerà gli operatori pubblici e privati del territorio facendoli confluire verso una valorizzazione congiunta e, possibilmente, verso la creazione di una politica di distretto rurale.

4. Cadre normatif

Exposition des normes locales à respecter pour les démonstrations MéRITE.

4.1 Commentaire du cadre normatif.

Il quadro normativo nel quale si inserisce l'attuazione del progetto ha a riferimento le Norme proprie dei vari ambiti nei quali si andrà ad operare; verranno pertanto tenute in considerazione – oltre le regole generali di applicazione della normativa comunitaria, nazionale e regionale in materia di finanziamenti pubblici – quelle specifiche dei tre seguenti ambiti:
norme specifiche per operare all'interno delle Riserve naturali (regolamenti delle riserve);
norme specifiche per la tutela del paesaggio (normativa del T. U. 490/99) e dei beni culturali isolati (Linee guida del Piano Territoriale Paesistico Regionale)
norme derivanti dall’applicazione degli strumenti urbanistici locali (P.R.G. , P.d.F)

4.2 Références des normes et des règles, gérant les démonstrations (protection de l’environnement, transformation des bâtiments, utilisation du sol), sites web de repère de ces normes, brefs résumés.

Le norme succitate per quanto concerne la normativa comunitaria, nazionale e regionale operante in materia di finanziamenti pubblici sono reperibilinelle relative Gazzette (GUCE, GURI e GURS); anche per quanto concerne le norme specifiche per i vari ambiti tematici considerati si fa riferimento o alla GURS o agli Enti gestori di competenza . Gran parte ditali norme sono reperibili sul sito istituzionale della Regione Siciliana www.regione.sicilia.it. Tuttavia è prevista fra le attività del progetto quella della raccolta e pubblicazione della normativa di riferimento che servirà da supporto ai diversi operatori che vorranno operare nell'areadei Monti Sicani.

5. Cadre stratégique
Exposition des plans de développement locaux où encadrer les actions MéRITE.

5.1 Commentaire des plans locaux

Nel comprensorio interessato dal progetto « Monti Sicani » operano diversi strumenti di programmazione, che non sempre risultano in piena coerenza e complementarietà. Ecco una sintesi dei principali strumenti operanti:

Programma Operativo Regionale Sicilia 2000-2006 – é il principale strumento di Programmazione dei Fondi Strutturali europei ed opera in tutto il territorio regionale. Le misure ivi inserite coprono i principali comparti produttivi e servizi connessi, si ritrovano pure azioni a valenza culturale, infrastrutturale e di difesa e valorizzazione delle risorse naturali. Forme particolari di aggregazioni di misure sono pure presenti nel territorio in esame attraverso I Progetti Integrati Territoriali (PIT).
Piano di Sviluppo Rurale (P.S.R.) 2000-2006 – Anche questo è uno strumento d'attuazione a livello regionale dei Fondi Strutturali europei che opera prevalentemente nel campo sociale ed ambientale con misure rivolte all'insediamento in agricoltura da parte di giovani agricoltori, alle produzioni eco-compatibili, al prepensionamento per imprenditori agricoli oltre una certa età e per la valorizzazione dei boschi a finalità produttiva.
Patti Territoriali – Sono strumenti che derivano dall'applicazione della normativa nazionale e comunitaria e incentivano misure derivanti da una strategia ideata ed attuata a livello locale dal partenariato pubblico/privato ivi esistente.
Piani di Sviluppo Locale (P.S.L.) - Sono Piani derivanti dall'applicazione della Comunicazione della Commissione Europea in riferimento al Programma Leader II. Il settore di operatività prevalente é quello dei servizi connessi allo sviluppo del territorio rurale. Anche qui la strategiae l'attuazione delle misure segue la filosofiadel diretto coinvolgimento del partenariato pubblico/privato operante a livello locale.

5.2 Références des plans de développement, sites web de repère, bref résumé des objectifs et des outils d’application (économie, production, infrastructures, entreprise).

Il POR Sicilia ed il PSR sonopubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (G.U.R.S.) e sono presenti anche nel sito istituzionale della Regione Sicilianaespressamente dedicato www.euroinfosicilia.it
Patti Territoriali e Piani di Sviluppo Locale sono disponibili presso i soggetti attuatori dei Piani e comunque presso tutti gli enti locali coinvolti nei relativi strumenti approvati. Gli ambiti di competenza di tali Piani sono diversi e operanti a macchia di leopardo rispetto al territorio interessato dal programma MéRITE e pertanto si intende nel proseguimento delle attività progettuali effettuare una puntuale descrizione delle azioni operanti nei diversi contesti territoriali al fine di trovare le opportune sinergie fra i vari programmi operanti.
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